La tecnologia nei cibi

La tecnologia spazia in tutti i settori e invade anche le nostre tavole. Studi specifici hanno portato a esaminare il dna delle piante per ritrovare odori e sapori originali.
Quante volte ci è capitato di comperare fiori, frutti e verdura molto belli nell’aspetto, ma quando andiamo ad annusarli o assaggiarli, ci hanno deluso le aspettative?

L’uomo, per motivi commerciali, ha da molti anni provato a deviare quello che è la natura. Incroci tra mandarini e pompelmi (mapo), altri incroci come l’aglio-cipolla, ma anche altri ibridi meno noti in arrivo dagli Stati Uniti, da sempre patria di queste stranezze.
Mele incrociate con l’uva, fragole con pomodori e altre decine di incroci destinati a invadere le nostre tavole nei prossimi anni.
Gli agricoltori nostrani cercano di difendere le produzioni locali a salvaguardia della biodiversità e contro la globalizzazione, ma anche loro sono artefici di questa imminente invasione.

Selezionando alimenti locali sempre più belli da vedere ma sempre meno gustosi, hanno spinto i consumatori alla ricerca di sapori diversi.

Ora la speranza è che con l’aiuto della tecnologia si riesca a isolare nel dna originale dei cibi, anche la parte del gusto e degli odori per ritrovare la vera natura degli alimenti.
Un ritorno al passato che forse aiuterebbe sembra improponibile per motivi economici, quindi ci si affida ancora una volta alla tecnologia per salvare la nostra tipicità.
Michele Ferrara


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