Sicurezza in Internet: è tempo di bilanci

Come tutti gli anni in questo periodo si tirano le somme, si fanno i bilanci su quello che è stato l’anno appena passato, e questo riguarda anche il discorso delle sicurezza informatica.
Le grandi aziende di sicurezza come Cisco o Trend Micro stilano il rapporto annuale e c’è da dire che non si deve stare allegri.
Da un lato alcuni problemi si vanno affievolendo come ad esempio i worm “distribuiti” via posta, grazie al fatto che la gente è più smaliziata e ci pensa due volte prima di aprire un allegato, oltre al fatto che i software di posta e gli antivirus sono sempre più complessi e sicuri.
Di contro abbiamo dei problemi che non “mollano mai” come ad esempio lo spam che continua ad essere il vero flagello, la vera condanna di chi lavora con la Rete.
Secondo il rapporto di Cisco infatti 200 miliardi di mail al giorno, un totale del 90% di tuttq quelle che si muovono in un giorno, sono di spam.
Il dato è sicuramente impressionante ma non pericoloso, come entità di danno, quanto il furto di identità che ormai sta diventano una piaga alla quale non si pensava troppo anni fa ma che oggi si fatica ad arginare.
Il grande uso di social nework e di condivisione di tutti tipi, per non parlare dello scambio di beni su siti di eCommerce, rende una identità virtuale molto ambita, se l’identità stessa ha uno “spessore” soddisfacente.
Come accade nel mercato reale, esiste un preziario che riguarda i frutti dei reati cibernetici:
“Tra gli oggetti più richiesti, pacchetti di programmi pericolosi (malware) avanzati, valutati oltre 1.500 euro, così come avere 10.000 personal computer infettati con software capace di spiare gli utenti (780 euro) e «pacchetti base del malware», una sorta di cassetta degli attrezzi per sottrarre informazioni (780 euro). Si scambiano anche programmi pericolosi (cavalli di Troia) per controllare computer a distanza (68 euro), dati di conti correnti bancari (39 euro) e carte di credito (28 euro). E a 1,10 euro si scambiano i dati di login per un account MySpace o Skype, mentre vale un euro il profilo Facebook
iltempo.ilsole24ore.com

Se fino a qualche anno fa il furto di indentità ci sembrava una fantascientifica trovata sulla quale portare un’attenzione relativa, oggi sappiamo che può essere una pratica molto fruttuosa… o dannosa in base al punto di vista.


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