Con una previsione di meno 1,8% sul mercato Itc alla fine del 2012, l’Italia risulta fra gli ultimi paesi nel mercato della tecnologia di consumo. Un dato deludente rilevato dalla Eito (European information technology observatory), presentato oggi nel “ICT Market Report 2012/13”.
Un numero che riflette la situazione di crisi economica, ma secondo alcuni anche una scarsa considerazione della tecnologia. “Il nostro gap strutturale nell’informatica è quasi uno spread ed è documentato anche dal basso rapporto degli investimenti IT su PIL pari all’1.8% contro il 3.4% della Germania” dichiara Bruno Lamborghini, presidente dell’Advisory Board di EITO e vicepresidente di Aica , Associazione nazionale industrie informatica, telecomunicazioni ed elettronica di consumo. Perdite anche nei software con un calo dello 0,9% e l’hardware -2,0% rispetto al 2011. In declino anche la domanda di PC con un -11,3% rispetto al 2011. Al Belpaese non resta che consolarsi con gli smartphone che comunque vedono una crescita bassa, più 1%. Malgrado la difficile aspettativa italiana, l’Europa rimane seconda nel mercato informatico mondiale avanti solo agli Stati Uniti. Seguono i paesi Bric e Giappone, più avanti a fine 2012 rispettivamente del 17,9% 8,6%.
Un’analisi che rafforza lo scenario globale di oggi: crisi economica, avanzata di paesi come Cina, India e Brasile e la poca attenzione dell’Italia per il mondo della tecnologia informatica. ”E’ impensabile che il mercato dei prodotti ICT esuli dalla sofferenza di una recessione generale e di vastissima scala” dice Cristiano Radaelli, presidente di ANITEC. Sul dato degli smartphone in Italia, spiega che “la sensazione è che l’acquisto sia più motivato dalla tendenza che non dal bisogno di utilizzare le capacità del dispositivo”. “ Per questo -conclude- dobbiamo definire al più presto una strategia di medio – lungo termine che porti a un incremento della domanda dei servizi digitali e al sostegno degli investimenti”.

