Il futuro del commercio online

Secondo i dati Nielsen, nel mese di gennaio 2010 gli utenti unici sui siti di comparazione prezzi e guide all’acquisto sono stati 9,7 milioni. Per il consorzio
Netcomm e per 7Pixel e Pangora, fra i principali operatori italiani del settore, il commercio elettronico continua a crescere, ma non ancora ai livelli europei. Lo sviluppo ulteriore è decisamente possibile se i merchant già presenti online utilizzassero al meglio le opportunità offerte dai comparatori.

Il futuro del commercio online è stato il tema dell’ultimo workshop organizzato di recente da Netcomm con la collaborazione di 7Pixel (Trovaprezzi e Shoppydoo) e Pangora, che hanno partecipato a questo appuntamento per un obiettivo comune: contribuire a un ulteriore sviluppo dell’e-commerce.

Il commercio elettronico in Italia è in crescita, ma c’è ancora molto da fare per raggiungere le performance degli altri paesi europei. Secondo l’ultimo rapporto ‘L’eCommerce B2c in Italia’ dell’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, la spesa media annuale online di un utente internet in Italia è di circa 800 euro, minore del 15% rispetto alla media europea di 940 euro, e parecchio al di sotto dei 1.350 euro del Regno Unito. Un ulteriore dato di cui tenere conto è quello relativo al numero di acquirenti online che in Italia è pari a 8 milioni, il 19% del popolo web. Il valore è decisamente inferiore rispetto al 54% della Francia, al 60% della Germania e al 70% del Regno Unito. Cosa fare dunque per migliorare la situazione dell’e-commerce italiano rispetto alla realtà estera? Sono intervenuti a questo proposito i due leader del settore, 7Pixel e Pangora.

7Pixel ha analizzato la situazione, partendo da un’analisi dei dati relativi alla soddisfazione di chi compra online sui propri siti Trovaprezzi e Shoppydoo. Dall’osservatorio customer care online dell’intero anno 2009 su un campione di 10mila commenti emerge che il 93,76% del campione monitorato dall’Osservatorio 7Pixel si ritiene soddisfatto della transazione. Solo il 6,24% esprime valutazioni negative sui propri acquisti online. Tra le cause principali di insoddisfazione: problemi relativi al processo di spedizione imputati al merchant (22,58%) e indisponibilità del prodotto non dichiarata sul sito (21,12%).

Paolo Cereda, business development & marketing director del gruppo 7Pixel ha affermato: “La chiave di successo online è proprio il customer empowerment, il maggior potere del consumatore finale è una realtà. Le imprese che sanno come interpretare questa evoluzione e si impegnano in un miglior servizio ai loro clienti, possono creare una reputazione migliore e sfruttare in maniera più completa i comparatori di prezzo”.

Andrea Boscaro, managing director di Pangora Italia, ha affermato: “I comparatori sono nati per rendere protagonista il consumatore rendendo trasparenti le informazioni. La loro evoluzione consisterà nell’arricchire ulteriormente l’esperienza dell’utente e nell’accompagnare l’e-commerce verso la dimensione della multicanalità”.


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