Filtri P2P negli ISP, un no deciso dall’Unione Europea
Dopo sette anni di battaglie Scarlett vince sulla Siae belga. Con una sentenza della Corte di giustizia europea, d’ora in poi saranno vietati filtri per siti sospettati di pirateria. Una vicenda fra la
società di tecnologia Scarlett e Sabam, società degli autori e editori del Belgio.
Tutto ha inizio nel giugno del 2004, quando Sabam chiede a Scarlett di oscurare utenti sospetti per evitare la condivisione di file protetti da diritto d’autore. Scarlet rifiuta e iniziano le questioni legali, con richieste di ammenda. Nel novembre dello stesso anno, il giudice accerta le violazioni e la condanna a una sanzione pecuniaria. Segue il processo d’appello in cui il tribunale decide di sospendere le operazioni e sottoporle alla Corte di giustizia europea. In questi anni Scarlett si è difesa dicendo che un sistema di blocco non avrebbe avuto efficacia, e che la sorveglianza non è competenza sua.
Oggi questa decisione che riapre il dibattito su diritto d’autore, internet e pirateria. Fra i soddisfatti, i gruppi per la libertà di espressione del web. “Questa sentenza è una vittoria della libertà” dichiara Peter Bradwell portavoce di Open Rights Group. “Le persecuzioni così invasive sugli utenti-conclude- sono inaccettabili”. Parole di gioia anche da gruppi italiani. Meno entusiasmo dalle unioni per i diritti d’autore. “Prendiamo atto del provvedimento della Corte “ dichiara a caldo Sabam in un comunicato. “Ciò significa -conclude- che dovremmo studiare nuovi meccanismi per gli autori e loro lavori”.
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