Edizione di: Giovedì, 8 gennaio 2009 ore 12:55 - 11 Utenti on-line ( Redazione, 5 Ospiti, 5 Bots )
Nuova controreplica a Fastweb da parte di ADUC: “Due giorni fa abbiamo denunciato al Garante della Privacy il gestore Fastweb che, andando ben oltre il mandato del Gip di Bergamo di impedire l’accesso al sito Pirate Bay, reindirizzava gli utenti su un sito che fa capo all’Ifpi, l’associazione dell’industria discografica (1).
In questo modo, l’utente Fastweb poteva a sua insaputa ritrovarsi schedato dalle major dell’industria discografica.
Dai nostri test effettuati nelle ultime 24 ore, risulta che Fastweb abbia cessato questa subdola forma di phishing (recandosi su quel sito, a chiunque, anche ad un semplice curioso, potevano essere carpiti una serie di dati personali).
Sinceramente non comprendiamo il comportamento di questo gestore, che ha messo a rischio la privacy dei suoi clienti. In una risposta alla nostra denuncia, Fastweb si e’ giustificata dicendo che a legittimare il suo agire era una disposizione della Polizia giudiziaria (2).
Se questa disposizione esista o meno, non siamo in grado di dirlo. Possiamo pero’ affermare con certezza che qualora esistesse, essa sarebbe illegittima, e sorprende che un gestore come Fastweb abbia supinamente accettato di applicarla.
Ci auguriamo che la prossima volta, i gestori consultino i propri legali prima di dar luogo a comportamenti illegittimi e gravemente lesivi dei diritti dei propri utenti. Fino a prova contraria viviamo in uno Stato di diritto, e non in uno Stato di polizia.
Ci auguriamo che il Garante della privacy proceda a sanzionare il comportamento del gestore per i potenziali danni procurati agli utenti Fastweb che nei giorni scorsi hanno tentato di raggiungere il sito www.thepiratebay.org.
Notiziario Aduc Tlc – www.aduc.it/dyn
(1) http://www.aduc.it/dyn/tlc/comu.php?id=230441
(2) Qui la risposta di Fastweb alla nostra denuncia, rintracciata sul sito www.hwgadget.com:
“In riferimento alla notizia pubblicata in data 21 agosto 2008 relativa al comunicato diffuso sul sito di Aduc, precisiamo che l’inibizione dell’accesso al sito “thepiratebay” da parte di FASTWEB risponde al decreto del 1 agosto 2008 della procura di Bergamo.Il magistrato ha imposto a tutti gli ISP operanti in Italia di inibire le connessioni dei loro clienti, sia lato DNS che lato IP. Una disposizione della Polizia Giudiziaria richiedeva inoltre il reindirizzamento delle connessioni verso una pagina web da loro indicata.
Non si può pertanto attribuire alcuna responsabilità a FASTWEB per il reindirizzamento verso un IP sul quale l’azienda non ha alcun controllo. Si sottolinea inoltre che lo stesso IP è stato utilizzato da tutti gli ISP destinatari del decreto e che già dal primo pomeriggio di ieri, 21/08/2008, su indicazione della Polizia Giudiziaria, è stato sostituito con un altro indirizzo IP recante una pagina bianca di errore generico invece della precedente pagina di cortesia.
Ci preme infine precisare che l’architettura di rete che FASTWEB utilizza per la fascia residenziale della propria clientela è basata sul concetto di NAT (tecnica che consiste nel modificare, mediante router e firewall gli indirizzi IP dei pacchetti in transito, assegnando loro un altro indirizzo IP che viene utilizzato per le connessioni dirette al di fuori della rete FASTWEB): si può avere visibilità solo degli IP di navigazione (appunto IP di NAT), e pertanto non risulta tecnicamente possibile risalire ai dati anagrafici dell’utente FASTWEB che ha effettuato la navigazione.”
http://www.hwgadget.com/pirate-bay-replica-fastweb-0822.html
Altroquando said on domenica, agosto 24, 2008, 10:14
“si può avere visibilità solo degli IP di navigazione (appunto IP di NAT), e pertanto non risulta tecnicamente possibile risalire ai dati anagrafici dell’utente FASTWEB che ha effettuato la navigazione.””
E’ una balla gigantesca. Attraverso l’ Ip e il MAC (unico per ogni box di fastweb) è SEMPRE possibile sapere chi sia che è connesso.
Mentono su tutto, persino du questo ….
Altair said on domenica, agosto 24, 2008, 18:13
Sono utente fastweb anche io.
l’hanno fatta sporca, probabilmente mettendosi d’accordo con il sito di destinazione (la polizia non c’èntra a solo chiesto l’oscuramento)
Ora pagheranno quello che devono pagare, sperando che questo vizio sia stato solo verso quel sito e non anche verso alti.
Non ho mai usato torrent o altri sistemi e quindi mai usato il sito che ora è stato oscurato, ma io come tantissime altre persone sono state spinte per curiosità a verificare personalmente l’effettiva chiusura del sito (invogliati dai link che hanno messo negli articoli delle news in questione)
Non posso quindi tollerare che abbiano potuto (anche solo teoricamente) rubarmi i miei dati per un accesso dato dalla curiosità (poi il sito era davvero stato oscurato :-) …)
giorgio said on mercoledì, agosto 27, 2008, 10:42
Questa è l’ennesima dimostrazione che le società di tlc utilizzano informazioni private sugli utenti e che
1) fintanto che qualche autorità non se ne accorge non fanno niente per rispettare la privacy
2) sono disposte anche a pagare multe e a sostenere il contrario mediante contro-dichiarazioni a chi li coglie in fragrante e a pagare persino multe, che come nel caso dell’Hag, e come già ribadito sono piccole in confronto al danno cagionato.