Edizione di: Giovedì, 8 gennaio 2009 ore 17:40 - 20 Utenti on-line ( 15 Ospiti, 5 Bots )
Comunicato Stampa Altroconsumo: “Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, nell’ambito della campagna “Più informati, meno spennati” che vede l’associazione impegnata con inchieste serrate sui servizi finanziari, ha confrontato le condizioni economiche e giuridiche delle carte prepagate, carte revolving e carte di credito più diffuse e utilizzate come mezzi di pagamento cercando di individuare le più convenienti e le più sicure.
L’inchiesta ha evidenziato che spesso dietro la facciata di carte di credito tradizionali, alcune carte hanno altissime commissioni a carico del titolare oppure si rivelano essere veri e propri prestiti da rimborsare a rate con tassi di interesse alti.
Le carte prepagate sono risultate molto care e poco sicure: le banche infatti applicano alte commissioni sui costi di ricarica e di prelevamento di contante, in più, in caso di smarrimento o furto della carta, la responsabilità ricade in molti casi tutta sul titolare: questo punto rappresenta per Altroconsumo una launa inaccettabile da sanare al più presto.
Le carte prepagate sono quindi vantaggiose solo per chi fa acquisti online ma solo se non è già titolare di una carta di credito e per i giovani che vanno all’estero poichè si possono ricaricare a distanza.
Le carte revolving sono veri e propri finanziamenti con tassi di interesse altissimi e sono quindi da evitare, come da sempre denuncia Altroconsumo: meglio preferire prestiti personali o lo scoperto di conto corrente.
Dall’inchiesta è risultato che su 94 carte revolving analizzate, considerando una spesa di 1.000 euro e un fido di 1.500 euro, il Taeg medio è molto elevato e pari a quasi il 17%, che in qualche caso arriva anche a 26,53%: un servizio a costi onerosi, dunque, di cui i titolari spesso non sono consapevoli.
Le carte di credito tradizionali anche se nel comune sentire sono considerate a rischio sono sicure e affidabili anche per gli acquisti online poichè per legge, in caso di uso fraudolento su internet, l’ente emittente è obbligato a riaccreditare la somma al possessore della carta.
In caso di furto o smarrimento della carta di credito invece, la responsabilità del titolare si limita a un massimo di 150 euro fino al momento del blocco della carta, dopo nessuna spesa può essere addebitata.
Occorrerebbe una maggior attenzione da parte di chi nei negozi riceve i pagamenti con moneta di plastica nel controllo del documento di identità e nel confronto della firma. Da parte sua il consumatore deve scegliere la carta in base al proprio profilo di utilizzo, facendo attenzione ai costi delle operazioni e controllando spesso i movimenti, soprattutto in caso di utilizzo sul web e contestando gli addebiti errati.
Altroconsumo evidenzia la necessità di prestare attenzione alle truffe: vi sono diversi metodi truffaldini per carpire i dati delle carte di credito e ripulirle. Oltre a consigliare di tenere sempre a portata di mano il numero di emergenza fornito dalla banca per bloccare la propria carta, suggerisce di:
- non rispondere alle email non richieste che chiedono, con la scusa di effettuare dei controlli, di inserire i dati della carta di credito in un modulo o in una pagina web (phishing) anche se è presente il logo della banca o dell’emittente della carta: occorre segnalare queste email alla banca o alla polizia postale;
- fare a pezzettini tutte le ricevute di pagamento o gli estratti conto prima di gettarle nei rifiuti per evitare che qualcuno possa recuperare i dati personali (trashing);
- in caso di acquisti online tenere sotto controllo i movimenti della carta con più frequenza e bloccarla in caso di addebiti non riconosciuti: un hacker potrebbe intercettare le coordinate di pagamento (sniffing);
- non chiamare i numeri di telefono di emergenza spediti via sms per bloccare la carta: si tratta di call center finti che richiedono di digitare i dati della carta (vishing).
Per aiutare i consumatori a scegliere la carta e difendersi dalle truffe, Altroconsumo, a partire dal primo luglio, metterà a disposizione di tutti - sul sito internet www.altroconsumo.it - il dettaglio dei risultati dell’inchiesta.”