Andrea Busi di BubiDevs intervistato da hwGadget
Oggi parliamo, e ne parliamo con un esperto, di una cosa di gran moda: applicazioni per iPhone.
Grazie all’imminente uscita dell’iPad, posticipata di un mese giusto ieri da Apple (leggi l’articolo QUI), lo scrivere applicativi per la casa di Cupertino non è mai stato così attuale: un mercato in fermento, la possibilità di sbizzarrirsi, un sistema (quello touch) quasi intonso ed originale su cui lavorare e il richiamo cool della mela morsicata fanno delle App un vero e proprio business.
Andrea Busi, studente al terzo anno di Ingegneria Informatica all’Università di Bergamo, ha sempre avuto la passione per l’informatica, che con il tempo si è focalizzata sulla programmazione e sul mondo Apple.
Da ottobre 2008 gestisce un sito, BubiDevs, in cui raccoglie tutte le sue esperienze informatiche, in particolare sulla programmazione per iPhone e su Mac OS X.
Nel giugno 2009 ha deciso, dopo quasi 2 mesi di lavoro, di pubblicare un book, “Tutorial pratici per iPhone SDK“, in cui ha inserito tutte le guide sulla programmazione per iPhone che ha scritto e che è in poco tempo diventato un successo.
Del libro, di applicazioni, di Apple e di iPad vogliamo parlare oggi con Andrea.
1- Buon giorno Andrea, partiamo da lontano se ti va. Come ti è venuta in mente l’idea di mettere insieme BubiDevs? Guardando al altri siti o cercando di fare qualcosa di nuovo su un prodotto “famoso” con l’iPhone?
R- Buon giorno a voi e grazie dell’opportunità come prima cosa! BubiDevs nasce un po’ per caso, per raccogliere i miei “esperimenti” e le mie “scoperte” su questo mondo. Inizialmente collaboravo (e collaboro tuttora) con un famoso sito dedicato al mondo iPhone, iSpazio, su cui scrivevo tutorial sulla programmazione per iPhone. La cosa, poi, si è ingrandita, ed ho deciso di aprire BubiDevs per raccogliere sia i tutorial dedicati alla programmazione per iPhone sia altre “scoperte” che facevo sempre relative al mondo Mac.
Non ho preso un modello come riferimento, ho sempre cercato di mantenere un mio profilo e di scrivere ciò che ritenevo interessante, che potesse stuzzicare i miei lettori.
Perchè mi sono dedicato proprio ad iPhone è un mistero anche per me; è nata una passione forte, che unita alla voglia di programmare ha fatto il resto.
2- Nel tuo blog di che cosa parli? Di tue esperienze a livello di sviluppo e di programmazione o di tutto quello che riguarda la tua “vita informatica”?
R- Ultimamente mi sto concentrando sullea programmazione per iPhone, ma non mancano articoli dedicati a Mac OS X, oppure ad Apple. Nulla, però, mi vieta di pubblicare anche altri articoli, in quando BubiDevs vuole essere una fucina per le idee, un posto in cui parlare di informatica.
Ogni tanto, infatti, mi piace cambiare un po’, raccontare qualcosa di diverso, magari qualcosa che possa farmi interagire con i lettori, che possa creare uno scambio di opinioni.
Insomma, un posto in cui incontrarsi e parlare di Mac, iPhone e tecnologia in generale!
3- Considerando quello che scrivi ed i temi che tratti, che cosa pensi che sia quello che attrae i tuoi lettori e che cosa invece preferisci fare tu? Se più programmatore o divulgatore?
R- Bella domanda. Mi definirei più divulgatore, in quanto cerco più di scrivere per i miei lettori, e il tempo per la pura programmazione si riduce. Ovviamente le due cose vanno di pari passo, non si può scrivere articoli senza prima aver fatto esperienza sul campo. Cerco di testare, imparare cose nuove e poi condividerle subito con i miei lettori, che spesso mi danno idee e spunti su cui lavorare.
Ho visto in rete, purtroppo, gente che si improvvisa insegnante, che scrive guide e tutorial copiandoli da altri siti. Questa è una cosa che odio e che mi irrita davvero; io prendo spunto, lo rielaboro, lo capisco e poi lo racconto ai miei lettori. È capitato spesso, infatti, che siano loro a correggermi, e questa per me è davvero una bella cosa, perchè in questo modo entrambi possiamo crescere e imparare cose nuove.
4- Adesso veniamo alla parte più interessante: tu sviluppi applicativi per Apple iPhone e dai consulenza su di essi. Perchè ti sei orientato in questo business?
R- Perchè quando inizi ad utilizzare un iPhone rimani incantato dalla sua semplicità e dalla sua potenza. Ho iniziato quasi per gioco, poi mi sono ritrovato sempre più immerso in questo settore senza nemmeno accorgermene, ma è una scelta che mi piace e che rifarei ad occhi chiusi.
Programmare utilizzando gli strumenti che mette a disposizione Apple è davvero bello, hai un tool di sviluppo che si integra perfettamente con tutti i suoi componenti e che non richiede smanettamenti vari come accade invece per altre piattaforme. Quando lo si prova è dura poi cambiare..
5- Credi che le applicazione che oggi si sviluppano per iPhone si evolveranno per iPad o pensi che quest’ultimo sia un oggetto destinato ad nuove forme di software?
Pensi, in definitiva, che il software per iPhone sia uguale a quello che sarà per iPad?
R- Penso che con iPad si aprirà un nuovo mondo, che su iPhone non è oggi possibile. Penso ai libri, oppure a tutte quelle applicazioni che sono troppo limitate sullo schermo dell’iPhone. Spero solo che i giochi non vadano a nascondere un utilizzo più utile che può essere fatto con questo dispositivo. Ci sono molti ambiti in cui iPad può entrare e portare miglioramenti, bisogna solo trovare idee giuste e innovative!
Per quanto riguarda un’aspetto più tecnico, penso che tutti gli sviluppatori adatteranno le loro applicazioni anche per iPad, è solo questione di tempo. Il nuovo device offre nuove opportunità per tutti, sviluppatori e utenti finali, quindi a mio giudizio vedremo un incremento sia delle applicazioni per iPhone sia di quelle specifiche per iPad.
6- Se puoi rispondere a questa domanda, cerchi ed hai trovato investitori eventuali per i tuoi progetti?
R- Devo essere onesto, lo sviluppo di applicazioni per iPhone è un settore in cui, con passione e talento, si possono fare degli ottimi guadagni. Io sto privilegiando lo studio (sono al terzo anno di Ingegneria Informatica, spero di laurearmi a breve), quindi porto avanti solo piccoli progetti, che non richiedano troppo impegno.
Sicuramente sarebbe un mio sogno potermi dedicare a tempo pieno in questa attività, magari aiutato da altre persone appassionate come me. Speriamo di poter realizzare questo sogno in un futuro non troppo lontano ;-)
7- E adesso veniamo al libro divulgativo che hai scritto. Come ti è venuta l’idea di fare e vendere un libro invece di fare come molti altri e cioè di pubblicare direttamente sul tuo blog o in pdf?
R- L’idea è nata dalle richieste di alcuni utenti, che desideravano una raccolta dei miei tutorial, da poter sempre portare con se. Ho pensato, quindi, di raccogliere tutti i miei tutorial: è così che è nato il mio ebook “Tutorial pratici per iPhone SDK”, che ho poi messo in vendita sul mio blog per soli 3€. Devo dire che ero un po’ scettico sulla vendita del libro, non avevo delle aspettative, invece sono stato smentito rapidamente, in quanto il libro ha avuto un successo incredibile, che non avrei mai immaginato. Per questo devo ringraziare soprattutto la mia fidanzata che, da buona economista, aveva capito da subito le potenzialità di questo libro e mi ha incoraggiato nella scrittura e nella vendita dello stesso.
Credo, inoltre, che un fattore di questo successo sia dovuto alla natura “evolutiva” del libro, in quanto viene costantemente corretto, modificato, vengono aggiungi tutorial. Ai miei utenti fa molto piacere, e tanti mi ringraziano per il continuo supporto che do al libro.
8- Pensi che le interfacce touch siano il futuro? Credi che l’ergonomia dei software che oggi sono presenti sul mercato touch possa essere migliorata oppure che sia, paradossalmente, già arrivata ad un limite?
R- Bisogna, secondo me, fare una distinzione. Sui dispositivi mobile (come telefoni o tablet) penso che le interfacce touch siano il futuro, perchè sono più comode, facili da usare e immediate. Ci sono ancora dei margini di miglioramento, anche se forse non così ampi come in passato. Le gestures, ad esempio, potranno essere sempre più sfruttate, così come credo molto nella realtà virtuale, che potrebbe essere uno strumento molto utile e divertente.
Sui computer tradizionali, invece, penso che non avranno mai un grosso successo. Una tastiera fisica ed un mouse permettono di interagire e di fare cose che con un dito sarebbe impossibile, anche con interfacce sofisticate. Magari sarà smentito, e fra qualche anno utilizzeremo solo portatili touch screen, ma per ora penso che mouse e tastiera abbiano ancora una lunga vita.
9- Andrea, grazie ed in bocca al lupo!
R- Grazie a voi dell’opportunità! ;-)
2 Commenti in “Andrea Busi di BubiDevs intervistato da hwGadget”
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Grande Bubi!!!!!!!
Bell’articolo