Apple iPad: tavoletta del water o rivoluzione cloud computing?

Ha l’aspetto di una cornice digitale ma non serve solo per vedere foto, si tocca con le dita, ha la forma di alcune tavolette da cesso ma non va messo sopra al water: cosa è? E’ la concezione modaiola del computer portatile, bypassando “vecchi” sistemi di puntamento come il mouse/touchpad e l’erede della macchina da scrivere, la tastiera, ci propone una nuova interfaccia per vivere nel mondo virtuale tramite taps, cioè ditate su uno schermo.
Ci sono “gli schermi” che riconoscono la pressione esercitata dal dito (o pennino), quelli che riconoscono l’uso di più dita, quelli capacitivi o quelli resistivi, riuniti formano la vecchia famiglia dei Tablet PC, con tastiera e schermo touchscreen ruotabile, tanto amata da HP e divenuta famosa ultimamente grazie al potere mediatico made in Apple dell’iPad, una lavagnetta digitale con tante possibili funzioni che ha partorito una nuova famiglia, un’evoluzione dei pc tavoletta: gli Slate PC.
Tra spot presentati agli Oscar e preview ci si chiede cosa si possa realmente fare con uno di questi status symbol per geek, i più famosi sono l’HP Slate in partnership con Microsoft e l’iPad, creatura misteriosa che, a detta di Apple, cambierà le nostre vite.

Come in precedenza cercherò di essere il più intuitivo possibile dato che questo vuole essere un articolo per tutti, iniziando con due tecnicismi, flash e html5, trasformandoli in scienza per tutti e omettendo parecchio, li definirei il cinema e l’intrattenimento di internet, cinema perché grazie al flash di Adobe guardiamo i video su YouTube, intrattenimento perché tutti prima o poi ci siamo imbattuti in giochini web, la maggior parte sono sviluppati in flash. La diatriba che sta mobilitando il popolo internet è partita con la nuova versione dell’html, noto linguaggio che ha dato la vita al web come lo conosciamo, la fatidica 5 che permette di diffondere flussi video (chi vuole può provare YouTube in html5) e di creare giochi non ancora all’altezza della controparte.
L’iPad sarà votato all’html5 mentre Slate PC, prendo sempre questo prodotto dato che è contendente diretto ma ce ne sono anche altri, non voglio mettere troppi pixel al fuoco, supporterà flash (e ovviamente html5) che attualmente è diffusissimo. Da qui possiamo trarne la prima conclusione: gli slate pc ci faranno vedere videoclip, film, cortometraggi, insomma i video. Che potranno essere diramati a schermi oled più grandi o proiettori.Quando si parla di html si parla di navigazione internet, quindi potremo navigare il web direttamente con le dita, telefonare con il protoccolo VoIP o, chi lo permetterà, con le nostre SIM.
L’iPad è compatibile con molte applicazioni per iPhone, quindi ne deduciamo che ci farà giocare con lo stile iPhone, mentre lo Slate con giochi ah hoc per Windows7 o i classici titoli sviluppati in Shockwave Flash anche per gli Slate PC equipaggiati con Linux, ad esempio Chrome OS. Potremo leggere giornali e libri nei più disparati formati sugli schermi touch, sicuramente lontani dal riposante e-ink usato negli e-book reader.Potremo portare con noi le nostre mappe su schermi 10″, usarli come navigatori satellitare con il gps oramai presente anche nelle dentiere, usarli come bussole, comunicare ai nostri amici dove siamo ogni momento con il geotagging, se la potenza di calcolo lo permetterà si potranno fare montaggi video con le dita, elaborare immagini, scrivere un libro o aggiornare il blog con la tastiera su schermo, insomma tutto o niente quello che permette di fare l’attuale architettura x86, per i non addetti ai lavori i personal computer che tutti noi abbiamo, dipenderà molto dall’hardware di cui saranno dotati gli slate e dall’evoluzione che avrà il software.
Avere un prodotto del genere potrà aiutarci nella vita di tutti i giorni ad acquistare biglietti del treno, meno peso negli zaini degli studenti, trovare locali a noi sconosciuti, comunicare senza limiti geografici e molto altro, per il momento sembrerebbero degli smartphone giganti, ma nel futuro forse saranno un bene primario, il cibo per la nostra mente.
Tutto questo porterà ad avere cloud computing più diffuso, per i comuni mortali significa sistemi operativi che risiedono e vengono elaborati in computer lontani da noi, quindi la possibilità di accedere ai nostri dati ovunque noi siamo, il potere del nuovo web sarà aiutato da queste lavagnette piene di ditate? Oppure le utilizzeremo come tavolette da water?

Articolo di Stefano Petrone


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