
Se, per un motivo o per l’altro, fossi vergognosamente ricco, non mi dispiacerebbe fare come Mark Shuttleworth: prima mi toglierei il capriccio di un giretto nello spazio (è, infatti, il secondo turista spaziale della storia, dopo Dennis Tito) e poi, una volta tornato sulla terra, fonderei la Canonical Ltd. per la promozione del free software, tra i cui vari progetti, troviamo Ubuntu, il sistema operativo basato su Debian e definitivamente una tra le migliori distro Linux disponibili: non ho mai nascosto la mia forte simpatia per questo sistema operativo, caratterizzato da una usabilità eccezionale ed una grande completezza. Fino dalla sua primissima versione 4.10, rilasciata il 20 ottobre 2004, Ubuntu è regolarmente sottoposto a un “major update” semestrale, mentre una versione LTS (ovvero con supporto a lungo termine) è rilasciata ogni due anni: la prossima uscirà ad Aprile 2008.
È facile osservare come il numero di versione identifichi l’anno nella prima cifra e il mese nella seconda. Ovviamente - per semplificare ulteriormente l’aggiornamento - se poi già state utilizzando Ubuntu e viene rilasciata una nuova versione, vi si propone la possibilità di aggiornare l’intero sistema operativo automaticamente: tutti i vostri dati, le vostre impostazioni saranno automaticamente migrati mentre le applicazioni che utilizzate (se gestite dai repository di Ubuntu) sono altresì aggiornate senza sforzo. La grande accessibilità di questa distribuzione Linux, ha convinto anche Dell, che già offre da qualche mese la possibilità di avere Ubuntu preinstallato nei propri PC.
Lo stesso CD di Ubuntu, può essere utilizzato sia come LiveCD (ovvero funzionante dal CD senza bisogno di alcuna installazione: serve anche a vedere come va senza necessariamente installarlo) che come disco di installazione. Dopo un’installazione incredibilmente semplice, ci si ritrova un sistema operativo completo di applicazioni e strumenti che possono comunque essere rimossi o aggiunti semplicemente indicandoli dagli elenchi delle applicazioni disponibili e quindi scaricandoli. Ovviamente, il sistema di update automatico, aggiorna automaticamente sia il sistema operativo che le applicazioni installate che rientrano nei package gestiti da Ubuntu.
Le novità previste per la versione imminente sono, al solito, molte: innanzi tutto, l’interfaccia utente Gnome 2.20 (esistono comunque varianti di Ubuntu con KDE e Xfce) e Compiz Fusion, un frontend 3D basato su Beryl e Compiz Extra, oltre a nuovi strumenti per la configurazione dinamica dello schermo e delle stampanti. Sono anche implementate le funzionalità di fast user switching e desktop search, infine troviamo AppArmor, il security framework che aggiunge un ulteriore livello di protezione alle applicazioni, installato per default nella versione 7.10, oltre a migliorate funzionalità per i portatili e la possibilità di leggere e scrivere sui volumi NTFS di Windows.
Oltre alla versione desktop (ne esiste anche una “alternate desktop” per i PC più obsoleti oppure “ostici”), esiste anche un Ubuntu Server, caratterizzata dalla possibilità di avere profili d’installazioni differenti: ad esempio per un server LAMP (Linux/Apache/mySQL/PHP, ovvero sistema operativo, web server, database e linguaggio di programmazione) oppure un DNS bello che pronto. Nella nuova versione, i profili prevedranno anche la possibilità di avere mail server, file server samba, print server e database server.
Ubuntu, oltre che da Canonical, è supportato anche da numerose attivissime community (anche in Italia) e gira su piattaforme x86, x64 nella versione desktop mentre il server gira anche su SPARC: esistono comunque anche dei port non direttamente supportati che girano su PowerPC, IA64 e Playstation 3.
Ho detto che è Ubuntu è liberamente disponibile?
